...il vento, le onde e le montagne, sono sempre dalla parte dei navigatori e scalatori più abili.



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E' tempo di migrare...
Salutati gli amici
si fa rotta 
verso  Sud

Porto Azzurro 03.10.2014
Termini Imerese 12.10. 2014

 

un susseguirsi di albe e tramonti fino alla fine el viaggio

Rotta verso Sud 

02.10.2014 Salutati gli amici salpiamo dalla rada di Portoferrario e ci portiamo nella baia di Porto Azzurro così di buon mattino del giorno successivo con vento previsto da NE faremo tappa a Porto Ercole all’Argentario. Dai 10-15 nodi previsti siamo passati a venti di 30kts per quasi tre ore. Questo ci ha dato una bella spintarella seppur a vele ridotte e, lavato la bicicletta. Con il vento quasi al traverso quelle tre ore quasi quasi avrei preferito farle a motore…Comunque Kitalpha in queste occasioni si fa sempre apprezzare dandoci la sicurezza necessaria. Calato il vento abbiamo insistito a vela tanto sapevamo dove ormeggiare gratis anche di notte, questo grazie alle indicazioni di Raffaele che è quasi di casa. Armiamo il tangone per il Genoa e ammiriamo il tramonto mentre il vento rinfresca quel poco da farci sfilare nel massimo silenzio la scoscesa costa a Sud dell'Argentario. Giunti nella quiete del porto ci permettiamo un’ottima e ricca pizza allo scoglio e Carla si gusta un piatto di ottimi mitili. Il sonno non si fa attendere ma nel silenzio notturno si odono i cinghiali grugnire in coro. Intorno al paese vi sono alture dense di macchia mediterranea con qualche antica fortificazione. In questa stagione un luogo tranquillo e ideale anche per gli animali.
04.10 è il compleanno della Carla… per festeggiare prevediamo di fermarci dando ancore nella spiaggia di Tarquinia dove ci aspetta Leonella, sorella di Carla. Il vento è scarso e ci costringe a dar motore. Giunti in zona ci avviciniamo lentamente a causa del fondale roccioso e al primo spiazzo di sabbia diamo fondo. Allestiamo il Tender e atterriamo. Siamo emozionati per il momento dell’incontro e brindiamo insieme nel bar della spiaggia. E stato un momento bello ma breve, in quel momento il vento aveva guarda caso rinfrescato e non mi sentivo tranquillo. Lasciamo Leonella con un abbraccio e, rientrati alla barca, lentamente ci riportiamo al largo su una più sicura rotta.  Attraversato il tratto di mare antistante Civitavecchia, trafficato da navi da crociera in partenza navi cargo in arrivo e petroliere alla fonda, ammiriamo il tramonto e col buio seguiamo la vicina costa illuminata anche da una splendida luna. Scapoliamo Capo Linaro tenendoci per sicurezza su una batimetrica  di 20 m. giungiamo a S. Marinella dove diamo ancora a Est, appena fuori dal porto, in quel punto si trova sabbia e fango, buon tenitore, diversamente il fondale è roccioso.
Mattina del 05.10. Il sole è sorto da poco ripartiamo con destinazione la baia di Anzio. La giornata è splendida, il vento non è un gran ché ma proseguiamo a 3-4 nodi. Bisogna imporsi di non dar motore, non c’è ragione di arrivare prima: la pressione è livellata, l’aria secca, la rada ad Anzio è ampia e protetta  dai venti settentrionali che non hanno nessuna motivo di rinforzare nelle ore notturne. Fermiamo due pescatori che con la barca rientrano con del pescato, diamo qualche € per un pesce qualsiasi basta che sia buono. Assomiglia ad un merluzzo. Messo piegato perché non ci stava nella padella antiaderente, senza aggiungere niente solo il coperchio e fatto cuocere per cinque minuti. Una salsa a parte con un po’ di olio crudo…Endorfine. Al largo di Fiumicino rinfresca la brezza e procediamo al lasco abbastanza spediti (oltre i 5kts) fino dopo il tramonto. Da buon appassionato osservo il via vai di aerei e qualsiasi altra cosa, alternando con un bel libro o scrivendo questo diario. Nella cultura della lentezza il tempo passa anche veloce... Il faro di Capo d'Anzio con i suoi due lampi ogni dieci secondi è in vista da un bel po’ ma sembra irraggiungibile. La luna illumina la via e il suo chiarore ci fa evitare due bandierine galleggianti a segnalare la presenza di reti da pesca in profondità. Lungo costa si sa esserci questo pericolo anche se per come é fatta la nostra chiglia, il cavo di collegamento alle reti, difficilmente si può “incattivire”nell'elica o nel timone. Dopo il Capo d'Anzio seguiamo la batimetrica dei venti metri fino al centro della rada, arrivati tra Anzio e Nettuno ci inoltriamo fino ad un fondale di otto metri e diamo ancora. Il tepore della barca, la semplice ma appetitosa cenetta, concilia con l’andar a dormire.
Giorno 06.10 Entriamo nel porto di Nettuno insieme ai pescatori mentre rientrano da una notte i pesca. Nel bel porto facciamo un rabbocco di gasolio e cambusa. Chiediamo via radio un transito per qualche ora e andiamo in città. Al supermercato ci accorgiamo subito dei tanti prodotti in offerta rispetto al nord e della qualità di frutta e verdura nel mercato rionale. Appena dopo mezzogiorno rientriamo in barca per il pranzo ma prima chiamo via radio la torre di controllo per capire se possiamo ancora rimanere senza dover pagare una tariffa maggiorata anche se non concordata. Per un attimo non risponde nessuno e poi la voce mi avvisa di attendere che verrà di persona a spiegarmi la cosa. Poco prima che sia pronta la pasta con un ottimo ragù, arriva in bicicletta questo anziano brav’uomo. Nel cesto aveva una piccola radio ricetrasmittente e mi dice: Il ragioniere ha detto di darmi qualcosa altrimenti deve aspettare le ore 14 perché gli addetti alla torre sono in pausa pranzo; andare fino là a piedi seguendo il perimetro del porto (un marina da 800 barche) e pagare mezza tariffa. D’accordo,  va bene 20 €? Siiiii eh. Volevo dirgli sono troppi? All’ora ci fermiamo a mangiare e, devo avvisare per radio quando parto? Si, si fermi a mangiare e se esce dopo le 14 è meglio che chiami e le dica che è arrivato dopo mezzogiorno,  perché io smonto alle ore 14. Era talmente contento che mi ha raccomandato di non transitare in un tratto di mare, ben evidenziato sulle carte e sul plotter,  perché a volte la Marina Militare fa esercitazioni di tiro. Ah, grazie. Finita quell’ottima pasta fatta da Carla ho capito… Come sempre lentamente ma, lasciato il porto, al ricordo di quel coetaneo gentile e contento, ci siamo rallegrati per quanto sono “in ritardo” magari anche se non volendo abbiamo fatto contenta una persona.
IlAll'imbrunire Capo Circeo sciabordio del mare ci accompagna sempre come sfondo ai nostri svariati pensieri. Inizia il tramonto, segue il crepuscolo e si fa notte. Per ognuna di queste fasi si passa dalla maglietta al maglioncino alla giacca e senza appesantirsi troppo si aggiunge una coperta. Il mio turno di guardia scade fra poco, sono già passate tre ore, e ritornerò a spogliarmi di tutto, accatastando ogni cosa per averla giusta in sequenza per un eventuale urgente risveglio. Alle 02 sveglierò Carla. Comincia a piovere, chi l’avrebbe mai detto. C’è la Luna quasi piena, le stelle, si è fatta qualche nuvoletta qua e là a causa del mare più baldo dell'aria. Non sembrano insidiose. Il leggero e continuo sciabordio del mare che scorre comincerebbe a conciliare il sonno. Sono trascorse alcune ore da quando è sfilato sulla sinistra Capo Circeo e in lontananza sulla destra le luci dei fanali dell’Isola di Ponza. All’alba vedremo l’Isola d’Ischia, intanto la Luna è coperta da una bassa nube convettiva e nera formatasi su Ponza. Allungherò il mio turno di guardia…

Siamo nel nostro Paradiso terrestre

Giorno 8.8 salpiamo l’ancora e alle 08.30 partiamo. Vento da 5 a 8-9 nodi da incostante  SE. Impiego tempo a regolar bene le vele di Bolina larga ottenendo una rotta di 186° su la rotta per Termini Imerese di 182°. Proseguiamo dai 3 ai 5.5 nodi. Abbassiamo anche la capot che sta’ sopra i vetri del pozzetto ottenendo meno turbolenza sulla randa e meno attrito con l’aria…Almeno penso.. Le previsioni d’anno un cielo splendido almeno fino al giorno 13 ma con poco vento, più in là è inutile guardare. Poggeremo quando sarà necessario e nei momenti zero vento recupereremo a motore la rotta portandoci verso Sud.
all'alba l'Isola di Ischia in vistaIeri siamo entrati nel bel Porto di Ischia verso le ore 09. Chiesto un posto per il transito di un paio d’ore, visto che è ottobre chiediamo il costo per una notte: 90€…. Il Portolano scrive che bisogna trattare, ma non ci sembrava nemmeno il caso perché all’ancora stiamo bene. Fatta cambusa, controllata l’acqua e l’olio del motore partiamo e diamo fondo appena fuori a dx attaccati al paese, in 4 metri d’acqua. Esposti al SE ma a ridosso per quelli da S al NW, mentre per gli altri venti da NW ad E vi sono dei massi frangi flutti che riparano in parte da quei venti, comunque non previsti.
Seguiamo i capricci del vento.
Dopo le prime ore di navigazione con vento da SE che ci fa procedere a vele spiegate inizia a calare e ruotare a SSE, l’ambiente che ci circonda è dei migliori anche se per qualche ora dobbiamo procedere a motore. Ammiriamo un altro splendido tramonto e dopo il crepuscolo il sorgere di una Luna piena che illumina il mare intorno a noi. Grazie alla restituzione termica notturna del mare, l’aria è tiepida e la visibilità del nulla intorno a noi arriva a lunga distanza. Verso l'una della notte del giorno 01.10  il vento rinfresca da SSE con onda in aumento. Poggiamo anche rispetto alla rotta e recuperiamo con qualche virata ma non ci soddisfa molto. A turno proviamo a dormire senza riuscirci. Non ci si stanca ma la mancanza del sonno alla lunga diventa un disagio. Andiamo per 210° non avrebbe senso andare a motore con onda al “mascone”… Ridotta la velatura e dopo alcuni ragionamenti decidiamo di proseguire per la “via così” che ci porterà su Ustica. Alcune navi transitano al largo tenendoci compagnia per un po’ di tempo. A 92 miglia a Nord di Termini Imerese il GPS v’à in avaria e proseguiamo con la carta nautica con una rotta stimata. L’alba ridente annuncia una splendida giornata a vela. I miei tentativi di dormire hanno successo solo nel tardo pomeriggio ma questo basta. Adesso il mare è meno aggressivo e la giornata trascorre sempre serenamente, anche se le miglia per arrivare dove vogliamo aumenteranno ma poco male non abbiamo nessuno che ci aspetta. Adesso sono le ore 21.00 di una sera buia nonostante la  Luna piena sorta quasi un’ora fa, è per via di una foschia densa di umidità su tutto l’orizzonte ma la visibilità è buona tanto da poter vedere il faro dell’Isola di Ustica, lontano una quidicina di miglia. Kitalpha prosegue veloce, la scia luminosa della Luna ci accompagna, anche l’eolico con il suo sibilo ci segnala subito ogni variazione di vento e il mare è quasi piatto. Meglio di così. Chiamo Coppamare Ustica e mi risponde Palermo, dopo le procedure di rito, fanno ponte radio con Ustica e chiedo un transito e chiarimenti per l’attracco. Volevo anche capire se vi sono i “corpi morti o serve dare ancora in porto. Gentilmente dicono che il posto c’è e dove è e che bisogna dare ancora.  Alle ore 23.30 siamo dinanzi al porto di Cala S. Maria. Avvolgiamo le vele, mettiamo i parabordi e le cime di poppa. Diamo fondo all’ancora su un terreno “buon tenitore” e ormeggiamo. Scendiamo a fare due passi e si fa in tempo a bere una buona grappetta, seduti ad un tavolino della terrazza del bar che domina il porto. Nel silenzio modestamente sereni e quieti, gustiamo questo momento notturno del porto. In estate il porticciolo è praticamente assediato, (si può quasi passare da un lato all’altro del porto camminando sopra le barche) la bellezza di Ustica merita una sosta  e la grappetta ha conciliato il sonno.
Giorno 10.10 Di buon mattino un gran via vai di sub, alle prese con la vestizione e controllo dell’attrezzatura da caricare su grossi e potenti gommoni che li porteranno in una dei tanti luoghi per le immersioni. Un appassionato subacqueo mi dice: i fondali sono un vero paradiso, poi in questo mare si vede di tutto…Fatta colazione affittiamo un motorino e giriamo per quest’isola vulcanica fertile e verdeggiante, le case e i negozi sono decorati all’esterno con bellissimi murales. Per l’occasione ci fermiamo a pranzo ma in barca mangiamo sempre molto meglio…Non abbiamo digerito bene quel poco di grossi calamari che ci hanno portato…e Carla è ancora leggermente disturbata.
Giorno 11.10, questa mattina alle ore 05.45 ripartiamo poco prima dell’aliscafo. Facciamo rotta su Capo Gallo in Sicilia, un 30 miglia circa. Dopo qualche ora il vento rinfresca e dobbiamo stringere di più la Bolina. Allestisco la trinchetta e proseguiamo prendendo per pranzo un’ottima “tempestina”che è una  minestra adatta al caso
Dopo Capo Zafferano il vento è favorevoleGiunti nel Golfo di Mondello, come previsto incontriamo gli amici Erik ed Elisa. E’ sempre un’emozione ritrovarsi dopo una navigazione e l’attesa di rivedersi. Una birra insieme raccontandoci le rispettive impressioni rispetto ai luoghi nei quali ci siamo fermati e alla rotta percorsa. Con il loro tender scendiamo a terra a far cambusa al paese di Mondello, tra un caotico traffico locale. Ritorniamo al più presto tra le acque limpide del Golfo di Mondello dove ci aspettano le nostre rispettive imbarcazioni.
Giorno 12.10, ieri sera a letto presto, eravamo un po’ stanchi, come sempre fatico ad addormentarmi sembra per il caldo ma credo sia anche la vecchiaia che spesso fa così. Comunque dormitona e alle 09.30 di un’altra magnifica mattina risaliamo un leggero vento contrario ma dopo Capo Zafferano cambia direzione,  concedendoci l’andatura da noi preferita: vele a farfalla con fiocco tangonato sopra vento. Procediamo tra i 4.8 e i 5.1 nodi. Questo ci basta e avanza perchè siamo appena otto miglia a Termini Imerese ed è appena ora di pranzo... Abbiamo telefonato al Signor Francesco, Presidente della Lega Navale del luogo ottenendo cortesia e disponibilità di ormeggio. Splendido.    


 

IMMAGINI CORRELATE

     

     

     

Alla fonda fuori dal porto di S. Marinella

     

Entriamo nel porto di Nettuno insieme ai pescatori metre rientrano da una notte i pesca

     
In vista di Capo Circeo

Capo Circeo

     

 
Ingresso al Porto di Ischia

     
usciamo dal Porto di Ischia

...dando fondo apena fuori dal porto a dx

     
Il Castello d'Ischia

mentre la barca va'

     

     
Arriviamo a Ustica di notte

     
Porto di Ustica Cala S: Maria

     

     

     

     

     

Sicilia
 
Sotto trinchetta in vista di capo Gallo

Capo Gallo

Monastero alla pendici di Capo Gallo
     
Golfo di Mondello

Erik ed Elisa a bordo

     
Capo Gallo visto da Capo Zafferano

Diario di bordo

Capo Zafferano con il Golfo di Palermo
     
In vista di Capo Zafferano

Capo Zafferano

Buon vento in poppa

 

 

La natura potente e spettacolare da tanto da pensare

          BASE Jumpers al mare

Diario di bordo 

 Autunno inverno a Termini Imerese